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Domenica mattina alle 07:30 local time sono tornata dal mini tour in Grecia e Turchia. Viaggio di lavoro. Creta. Rodi. Kos. Bodrum. 3 voli. 2 traghetti. 10 strutture. Non è la lista della spesa, non sono numeri magici da giocare al lotto. Ho trovato un caldo piacevolissimo, a tratti soffocante. Paesaggi mediterranei e un mare cristallino. Ho dormito pochissimo e girato molto. Conosciuto tante persone con il quale lavoro giornalmente, ma che sento per telefono e per mail. Adesso sia persone simpatiche e competenti, sia i miei peggiori "incubi" lavorativi hanno un volto. La palma d'oro la vince Kos. Io mi sono innamorata di quella piccola isola. Dei suoi paesaggi, del suo mare, della sua vita notturna. Fuori stagione ma presente. Ho gli odori delle strade di Creta, i rumori della Rodi vecchia, i colori di Kos e l'austerità dei paesaggi di Bodrum che mi girano in testa, come un vortice. Mi sono divertita moltissimo. Ho camminato fino ad avere il mal di piedi. Ho mangiato Moussaka e Feta fino a scoppiare. Ho assaporato i vini greci. Ho fumato pochissimo e non ho bevuto caffè. Ho fatto foto (che nei prossimi giorni posterò). Ho respirato per tre giorni. Ho respirato per tre giorni aria nuova. Nonostante la stanchezza dei ritardi del volo, delle diverse ora in bus, sono rientrata a Milano e successivamente a casa RILASSATA. Ho visto Ierapetra, la città più a Sud d'Europa. L'isola di Santo Stefano, a Kefalos. E' tra i primi dodici soggetti al mondo più fotografati per le cartoline, e infatti è una visione con quella sua minuscola chiesetta. Una visione come tutte le minuscole chiesette, celesti e bianche, che costellano quei brulli paesaggi. E poi la Turchia. Anzi la costa turchese. Non sono riuscita a perdermi ad Istanbul, ma ho messo piede in un posto lontano anni luce da noi. Perchè questa è la sensazione che mi ha dato. Sarà stata la dogana. Scuri in volto quasi a sembrare imbronciati. Seriosi i turchi. A parte i camerieri dello yacht club dove abbiamo pranzato, che in maniera un po' buffa e impacciata facevano i piacioni con noi ragazze italiane. E poi il mitico caicco. Una sorta di veliero per girarsi tutte le calette. Erano tutti ormeggiati, non abbiamo fatto un giro, ma salirci sopra, togliersi le scarpe e sognare di andare tra il vento e gli spruzzi dell'acqua è stato un secondo. E pensare che soffro il mal di mare! Questo è una piccolissima parte dei miei tre giorni tra alcune delle isole del dodecanneso e la costa turchese. Stamattina il rientro a lavoro è stato un pochino sotto tono Tra racconti e risate, e una sola domanda...
Quando ma soprattutto dove sarà il prossimo educational??
Ascoltando random le canzoni di iTunes. L'ultima mezz'ora di cazzeggio prima di andare dal dentista, forse è l'ultimo step di questo cammino tortuoso, forse la guerra civile che mi si è scatenata in bocca si placherà. E' Dolores che canta adesso. Ode to my family. E' stato come un vortice, tornare a quasi 10 anni fa. Se c'è una cosa che la mia mente sa far bene sono i salti temporali e le divagazioni. Mi ricordo scritte gialle e blu. Una grande M rossa e quel pagliaccio inquietante all'entrata. La gita di terza superiore. Non avevo ancora 16 anni. Sotto il nostro alberghetto c'erano "passeggiatrici", Block Buster e McDonald..tutta vita! Dovevamo sbronzarci. Era deciso. Troppo tardi per cercare un pub.
Il corridoio con la moquette rossa e gli ascensori grigi. A volte i colori sono un'ossessione. Non so se adesso sia così, ma l'unica cosa che trovammo con un po' di gradi al Mac fu la birra, anzi la Nastro Azzurro. A me non piace la Nastro Azzurro. L'ho scoperto dopo. Entriamo con il sorriso a mille denti. Quello che esiste solo in certe occasioni. Collettone di spiccioli e ci facciamo dare un vassoio con 10 birre medie, - promesso, il vassoio lo riportiamo domani - Questa era la canzone. Mentre la tipa le spillava mi guardavo in giro e canticchiavo. Dolores. Flusso di pensieri dietro alle note. Dolci ricordi. A volte vorrei tornare indietro nel tempo, fortissimamente vorrei. Quando penso ai numeri mi prende male. Odio la matematica anche nei giri di pensieri. Ad agosto compirò 27 anni. I miei genitori 30 anni di matrimonio. V, la mia little sister taglierà il traguardo della maggiore età. Sento il peso del tempo che mi scorre addosso. Sento un fastidioso bisogno di quel qualcosa che ancora non mi è dato di trovare. Stai forse cercando male D.? Se perdi qualcosa non necessariamente devi cercarlo sotto la luce. Ma, in sostanza, tu...non hai perso niente.
D.
Questa settimana ho la macchina per andare a lavoro. B. ha l'influenza e in cambio di un pieno e la promessa di non andare troppo forte posso usare la Micra. Ed è mentre tornavo a casa che nella radio girava una vecchia canzone di Samuele Bersani, una di quelle che personalmente ascolto sempre volentieri.
"Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole.."
Quante cose mi sono venute in mente. Milioni. Su di me. Su altre persone.
Tipo domenica ero comodomente "svaccata" sul divano, con un abbiocco da guinnes. Voglia di uscire 0..però una telefonata interrotta dai singhiozzi ma ha scaraventata giù, in camera, in bagno e poi in macchina per andare a "sistemare" cose. Che poi, cosa posso io al cospetto di un cuore infranto, se non silenzi e parole di conforto? Un cruda verità: bene o male passerà. Farà male, ma l'unica soluzione è aspettare che scivoli via, specialmente se per alcune persone la situazione non sembra possa cambiare.
"Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio.."
Ho ascoltato, senza parlare, guidavo piano e fumavo. Non ci sono consigli in certe situazioni, nessun consiglio suona buono alle orecchie di un innamorato respinto.
Guidare mi rilassa, a volte.
Non potevo dire che io immaginavo una fine così E' troppo come un "te lo avevo detto"..e in tutta sincerità è una frase che odio.
Passata la bufera la serata è proseguita in maniera strana. Fatta di silenzi e parole appena pronunciate. Ha continuato il suo corso tra parole, abbracci, sorrisi, bevute e pianti. Pianti che non mi aspettavo, e di fronte al quale davvero mi sentivo...spiazzata.
Ho immaginato anche una possibile scena. Ero sullo scalino davanti al pub che fumavo una siga, e la mia attenzione più di una volta è caduta su un ragazzo al telefono. Era lì questo biondino sui 25 anni, nemmeno troppo male, con il suo cellulare tra le mano e l'orecchio. Sono stati i gesti a far volare la mia fantasia. Il suo girare intorno al solito punto. Sorrisi abbozzati. Occhi felici. Ogni tanto batteva la scarpa sul cordolo del marciapiede. Come se fosse in ansia. Come se il suo cuore battesse all'impazzata. E ancora piccoli sorrisi e parole sempre più sussurrate. Mi sono girata, e ho detto a Mino " Vedi quel tipo? Secondo me è al telefono con la sua ragazza...ha le tipiche movenze della telefonata - mi ami ma quanto mi ami - " "Immagina lei, chissà cosa fa, dove guarda, se stringe il cuscino forte o se invece sotto l'occhio invidioso e i sorrisini delle amiche si allontanata un secondo, così per vivere quei minuti in un'altra dimensione"
Mi sono fatta uno spezzone di film, perchè improvvisamente ho collegato i due avvenimenti della serata, un cuore infranto, e uno che probabilmente batteva in perfetta sintonia con un altro, ma non è detto che la mia immaginazione abbia azzeccato.
Quante parole al vento D?
Ma non è forse marchiato con lo spray sotto quel cavalcavia?
TUTTO IL RESTO E' VENTO
D.
Da quando li ho sentiti per la prima volta è stato amore folle. Amo i Baustelle. Le parole. La musica. Lo stile. Il nuovo album "Amen" è un misto tra poesia, citazioni e armonici pensieri. La mia preferita in assoluto e "Baudelaire", non mi stanco mai di ascoltarla, meglio se il volume è al massimo, così non sento fino a che punto riesco a stonare... La canzone del post però, ha un valore particolare, molto particolare..
Enjoy it
Una canzone nata contro il panico. Un esorcismo. Un tocco di voodoo. Un modo per allontanare il baratro. Senza ansiolitici. Senza lo xanax. Come cani in autostrada. Come in cerca della roba. Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare. Sopra il palco illuminato. O nel deserto. Mettersi a cantare. Un inno rock and roll à la Lee Hazlewood. Una canzone nata contro il panico. Contro l'angoscia e la carestia. Una preghiera contro l'inquietudine. Contro l'orrore e il vuoto quotidiano. Come santi sebastiani. Come bestie sugli altari. Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare. Sopra il palco illuminato. O nel deserto. Mettersi a cantare. Una canzone country contro il panico.
- Baustelle -

Pochi giorni, poi anche febbraio finirà. It's a beatiful lie, it's so perfetc tonight! Erano le uniche cose che avrei dovuto dedicarti. Ci pensavo giorni fa. Oggi è stato lampante. Mai avrei pensato che ti saresti riaffacciato nella mia vita. Mai così. Mani tremanti e totale svarionamento per 30 minuti. Benedetta pausa pranzo, arrivata in tempo a salvarmi. "..probabilmente non ti interessa.." E' una fottuta e vile ammissione di colpa, dopo 20 giorni esatti, tu realizzi la boiata commessa. E poi non rispondi al mio voler sapere, bene, complimenti... Taci per altri 20 giorni e poi con un altro escamotage (il bonus del nuovo numero te lo sei giocato, remember) ritorna. Giusto quando mi rialzo dalle botte tremende, dai terremoti che scaturisci. ".almeno so che stai bene..", ma che cazzo significa? Vorrei prenderti a manate! Vaffanculo al tuo rinnovato silenzio!
D. Continui a farmi rabbia, ebbene sì, è l'unica cosa che
ancora riesco a collegare a te. Coriandoli a Natale gia nelle casse del mio
pc, la canzone adatta..ha una melodia davvero bella. Ed è così. Mi
ignori, sai non fa male, è solo rabbia. Perchè una cosa che non sopporto.
E scrivo come se ti parlassi con risentimento, perchè non è mai stato amore,
ma il dolore e la delusione stavolta hanno passato la parte. Una botta
emotiva, un gancio sinistro in pieno petto. E quella frase che leggo, mi
ghiaccia le mani, ed io odio avere le mani fredde, in un secondo i brividi mi
percorrono il corpo, eppure sono fredde solo le mani. E' questo al momento
ciò che susciti. Vorrei che leggessi, non sai quanto. Vorrei. Non
una parola da quella sera. Una. Il niente è meno gelido di questo
silenzio. Meglio così, adesso che ci penso, tu non devi dire niente, hai
detto abbastanza in 4 righe. Sto bene. Anzi, sto meglio. Me ne
sbatto, e mi vesto anche di blu. La colpa dov'è in questi momenti? Non
mia, la conclusione più sana che ho tratto: sono fatta così. Nel mio bene e
nel mio male, sarò sempre così. E adesso esco. Aria fredda, respirerò a
pieni polmoni. Urlerò dentro, forte, forte. Da oggi non mi tocchi più.
D.
 Immagine/deviant_artToccare il fondo per un po'.
2 giorni assurdi Il peggio della D. Parlare di me in terza persona. 2 notti inutili. Sfiorando l'ospedale e il rosso in banca. Assomiglia ad un coltello bilama che piano affonda nel mio petto. Troppo piano. Riesco a rendermi conto del dolore che dai. Divampa le delusione dentro me. Il cuore carbonizzato. Ho spento tutto con le lacrime. Io ho pianto. I miei occhi gonfi. Il viso rosso. Io non piango mai. E' impensabile poi, davanti ad altri. E invece, a volte, succede. Sorry baby. Mi hai avvelenata. Passerà, lo so. Ma adesso è qui.
PiC dEvIaNt_ArT E con un "non volevo giudicarti.." il capitolo si è chiuso. Con una citazione di un personaggio da film, dato che "non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.." Ed è così. Giudicare dovrebbe essere vietato. Perchè chi giudica ferisce. Gratuitamente. Senza possibilità di risposta. Non sono io a farla più grande di quel che è. O forse sì, ma non riesco a prendermi la colpa anche di questo. Il calo emotivo ha la mano vincente. Invisibile croupier di un banco che bara. Ieri. Era freddo. L'aria aveva un buon odore. La vista da lassù, far finta che all'orizzonte ci fosse il mare. Finta. L'esplosione di un urlo per non soffocarlo dentro. Dentro non ci sta più niente. Niente. Pochi istanti, quasi la sensazione di sentirsi leggeri. Liberi. E poi. E poi intorno il solito. Solito. Tornare a casa. Essere stanca e non riuscire a dormire. Con le lacrime che salgono agli occhi, e ricacciarle indietro, perchè, perchè non ti va.
ImMaGiNe DeViAnT_aRt
Questo è il mio requiem per il 2007. 3 giorni fa. Mi sono unita ai festeggiamenti per il trapasso di un altro anno. Fumo marlboro. Bevo acqua. Scrivo tutto ciò che ho cercato di ricordare e quello che nonostante dei timidi sforzi ho cercato di rimuovere. Niente di epico. Solo le prime, o le ultime considerazioni sul tempo che passa.
Alle 19:01 ero fuori l'ufficio . Come promesso. "Bambine, sono le diciannoveezerozero, io esco, bacioni e buon anno". Dentro di me correvo verso l'oblio con i pensieri..o per i pensieri? Buon anno. Buio. Musica. Caldo. La macchina veloce in autostrada, per 200 km o forse più. Sospettavo già non ne valesse la pena, ma ho fatto finta di niente, ho scacciato via quell'immagine. SENZA CICCHE. "Dai che sulla SS ci sono diversi autogrill" mi dicono.. "Ok, ma ho bisogno di nicotina, non passo 36 ore senza almeno 2 pacchetti di siga". Morale della favola: TUTTI CHIUSI! 31.12 anche nella desolazione maremmana. Scommessa vinta. Siamo fuori il casale tra le 21:25 e le 21:30. 15 minuti di anticipo sulla tabella di marcia immaginaria. Il timore di scendere. Guardo in aria. Un cielo stellato da togliere il fiato. Coraggio. In un secondo sono dentro. Caldo. Cani. Odore di camino e di canna. Musica ancora a volume moderato. La stanza più fredda. Non mollo la borsa, non so perchè. Ci guardiamo. Nel bel mezzo del niente, a 200 km da casa, cazzo vuoi fare? Buon viso a cattivo gioco? ESATTO. Pensi "all'ambulanza piantata di traverso" e cerchi un misero straccio di spirito festaiolo. Di qui in poi è un VORTICE. Niente cena (cazzo D. non hai pranzato!) Mi guardo in giro. La via del vino è sula destra "metti in prima e vai!". Torno a sedere. Vago un po'. Visi sconosciuti già presi da altro. Di nuovo a sedere. Ancora in giro. I primi discorsi sconclusionati. Poi, l'idillio...Mr. Martini bianco, nella sua elegante veste per l'occasione, mi fa gli occhi dolci. Pochi minuti e sono sedotta. Passa 1 ora e sono ubriaca di lui. Di nuovo un vortice. Fumo e bevo come non mai. Bocca impastata. Gli zuccheri di un pandoro affogato nella crema violentano la mia lingua..finalmente! 23:30 e penso "devi ancora crepare bastardo duezerozerosette, e io sono talmente in botta, che non so se ruscirò a sfancularti! Non mi fregherai! Non a mezz'ora dalla fine!"
MEZZANOTTE. Canti. Balli. Baci. Auguri. Buon anno. Scappo fuori. Prendo per mano la mia indole da piromane. Lancio petardi come avessi 12 anni. Bruciandomi le mani, senza sentir dolore, senza badarci davvero, fino al pomeriggio seguente. Ricordo a tratti di aver continuato l'idillio con diversi "amanti". Martini non si è offeso, ho passato un paio di giri anche con Rum. Poco prima o poco dopo aver bruciato i miei buoni propositi mischiati ai desideri per il 2008. Con tanto di firma. Una sola piccola pagina, si è incenerita velocemente, lasciando la mia mente perplessa. Segno buono oppure no? Chissà. Tra le 3 e le 5 sono collassata sul letto. Non capivo niente, le voci lontane, il caldo di una stanza occupata da decine di persone. Tutti lì. Seduti vicini. Io sdraiata sul letto con la testa tra le mani. DEPRIMENTE ALL'ENNESIMA POTENZA.
Alle 11:04 vedo il display del cellulare per l'ultima volta, il primo giorno dell'anno. Fame chimica a nastro. Prendo due caffè amari uno dietro l'altro. Volano due ore veloci. Finalmente partiamo. Roccastrada. Il paese più vicino. Il paese più brutto che abbia mai visto. Troppo in salita. Troppo ventoso. Troppo deserto. Poco poetico a parte i paesaggi. Alle 15 troviamo un bar, anzi l'unico bar aperto. Quella santa donna ci prepara addiritura dei primi caldi, "mossa da pietà" ci dirà in seguito. Prima del tramonto cerchiamo di andare al mare. Follonica. Non ce la facciamo, ma è uno spettacolo ugualmente. Il cielo è di tutti i colori, fino al rosso più acceso che divora km di campi con la sua lingua di fuoco. Vorrei che fosse estate. Vorrei ci fossero 40°. Vorrei sentire le cicale esibirsi in canti vagabondi. Ho pensato. Il bello è stato quando la radio, impazzita a cercare una frequenza, si è fermata su un assolo di piano. Ho avuto il mio mare d'inverno. Vederlo. Toccarlo. Sentirlo. Assaporarlo a pieni polmoni il primo di Gennaio, mi ha rasserenata. Discorsi. Risate. L'ultimo petardo sulla spiaggia. Foto, anche se le odio. Merenda in un bar desolato, non abituato a baccano fuori stagione. Cappuccino&sigaretta. Sono uscita da sola. La terrazza dall'altra parte. Mi affaccio e mi godo gli ultimi istanti.
BENVENUTO DUEZEROZEROOTTO
Tuo fratello non ci sentiva bene "da quell'orecchio", ma tu, vedi di non farmi troppo male.
D.
IMMAGINE/DEVIANT_ART
Bring it back.. ..sing it back.. Le corse, e poi? Aspettare per più di 20 minuti il regionale. Hai voglia di calcolare, contro i mezzi pubblici ci vogliono i poteri magici..e non solo contro quelli. C'era un piacevole tepore sul 9 stasera, o forse era troppo freddo fuori. Senza forse. A tratti volevo che corresse veloce. A tratti speravo che rallentasse per cercare respiro in quella strada a rallentatore. Un po' come mi sento adesso. Ci sono ore che vorrei durassero minuti, e minuti che vorrei non svanissero mai. FUMO UN'ALTRA SIGA. Faccio suonare il campanellino della scarpa come a voler chiamare qualcosa. Qualcuno. Dovrebbe essere il 7 gennaio. Vorrei che lo fosse. Non sopporto le feste. Tanto, non le sento..non le sento. E' solo un'affannosa corsa verso il niente, e di niente sono già sature le mie giornate. Come si anestetizza questa intolleranza? Come si annienta il malumore costante, senza cercare il precipizio più alto e..buttarsi? E il coraggio dov'è riposto? Vicino al sale tra lo zucchero e il caffè? Io non ho pensieri positivi per me. Mai. Perchè sono così disfattista verso me stessa? Mi viene in mente una frase di sere fa.." perche se tu fossi Daniela, ti sentiresti così.." Continui a giustificarti. Stronza. L'amarezza è l'unico gelato che ti paice "gustare" anche fuori stagione.
Over And Over Che bella canzone. [25.12.2006] non sono secoli ma scrivevi che eri troppo lontana da te stessa per essere vivcina a chiunque. [27.12.2007] the same story dear, The. Same. Story.
..If I send you my angel Would you send yours to me..
Another song..
Ho una schiera di Cherubini...
Click.
ImMaGiNe DeViAnT_aRt
Mani ghiaccissime. Come ieri. Ieri. Che giorno era ieri? Questa settimana è volata, volata via in un battito di ciglia. La scorsa si era incollata al calendario, e questa è saltata senza passare nemmeno dal via. Do you need somebody? Do you love somebody? Conosco una persona che risponderebbe sì a queste domande. Che da un po' ha il cuore sotto i piedi. Una condizione strana. Quando ci si accorge, come ci si accorge che ogni tentativo sembra essere vano? Non lo so. Non lo so più. L'unica "certezza" che ho, è che dopo tanto pensare il gesto è stato fatto. Ero lì anche io come supporto. Ci vestiamo di nero ( sai che novità per la D.) e ci tingiamo le mani di rosso vernice. E' quello che ho pensato. Tutt'ora son convinta che sia stata una bella serata, e che sia stata la cosa giusta. Se qualcuno lo avesse fatto per me..boh, avrei mollato tutto e via. Non si possono tirare calci in bocca a chi viene con il cuore in mano. Io. Io non avrei avuto tutto quel coraggio. Tutta quella forza. Io mi abbatto, preferisco rifugiarmi..o scappare. E invece no, in queste settimane ho visto una persona a me cara, combattere con tutte le forze e le idee possibili, per riprendersi l'aria e tornare a respirare. Perchè la persona che ami con tutto te stesso è il sole che scalda la tua vita. E si sa, troppi giorni senza sole, le creature muoiono... E' da ieri che sto ascoltando "love never dies".
Le coincidenze non esistono. Quando troppe cose coincidono, non sono più coincidenze. Quando troppe cose coincidono devi avere una visione onirica dei fatti. E' così che si sopravvive.
IMMAGINE/DEVIANT_ART Torino è stato partire troppo tardi. Partire tardi è un classico. Torino sono più o meno 4 ore di autostrada che corre veloce nel freddo e nella nebbia. Torino è stata il teatro di questo ennesimo week-end fuori porta. Torino mi piace. Io e Torino per a prima volta ci siamo visti. Torino e la periferia, o almeno credo. Tra Grugliasco e Rivoli. La gara andata bene. Ristorante Pizzeria il Maccherone, entri e ci cono 3 cinesine che davvero non riescono a pronunciare biRRa. Torino è meno fredda di come l'aspettavo. Torino è quella camera immensa all'albergo..preciso sulla tangenziale. Torino è Sky, bivaccare e jammin, jammin.. Ridere a perdifiato, anche solo pronunciando "polvere". Torino e la storia del bagno spiritato. Torino è la Mole. Torino è l'emozione di tanta bellezza. Il museo del cinema. L'ascensore a vetri e via su per 85 metri in 57 secondi. Dentro la cupola. Poi fuori. Panorama grigio e dal fascino particolare. Il cielo su Torino tra il celeste e il piombo. Locandine. Cinematografi. Proiezioni. Luci. Suoni. Questa è stata la mia Mole. Meravigliosa in pratica. Meravigliosa per me. Girare per il centro. Tra via Po e Piazza San Carlo. Torino per poche ore..e già sento la nostalgia.
ImMaGiNe DeViAnT_aRt
Ho la febbre. Ma non quella che ti pianta nel letto tra deliri e sudori. Una schifosissima febbriciattola. Postumo del week-end senza dubbio. Sabato e Domenica a Bologna. Bologna la Rossa. Bologna dei troppi chilometri a piedi. Bolgna di un fine settimana al massimo. Bologna a trovare Elena. Bologna bagnata. Bologna del mercatino. La montagnola. Pioggia a catinelle e guanti che cercavo da tempo. Bologna dei loggiati. Delle passeggiate. Bologna delle Torri. Bologna di Via Zamboni Bologna che nonostante tutto non mi ricordo le vie. Bologna delle persone incrociate, incontrate, scontrate, guardate. Bologna della pizza al taglio. Bologna di Beck's, Dub e Primitivo. Le patate arrosto che erano calde solo in cima. Bologna che non puoi aprire bocca che ti sgamano la "toscanità". Bologna del Transilvania con Giulia e Martina. Bologna di un dj devoto al metal e poco ai System.. Bologna dei furti. Sparisce la macchina fotografica e il portafoglio. Vaffanculo ladro! Bologna dei pischelli. Bologna della botta immensa. Bologna e per due giorni mi sono butta via dal ridere. Bologna della stazione, e dei treni, piazzale Est, Ovest.. Bologna e il week-end che mi serviva. Sono ancora stanca morta. Sono mezza malata. Ma quanta ne è valsa la pena. Tanta.
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No. 40 Questa giornata lavorativa sta passando lenta. Troppo lenta. Oggi pausa alle 15, più merenda che pranzo. Questa mattina ho avuto come l'impressione che si fossero radunate le teste d'uovo, tanto per essere cortese... Ma non mi va di pensarci, per quanto abbiano leggermente minato le prime ore della mia giornata.
In realtà non mi va di pensare a niente. Chi riesce a farlo? Non la D.
E' tanto che non curo una cosa. Chissà se riuscirò a finire per Marzo. Ma era Marzo? Troppo tempo è passato dall'ultimo pensiero trascritto. Rosso sangue su quadretti piccoli. Eppure mi piaceva tanto come idea. Vedevo i colori. Sentivo gli odori. Percepivo tutto di quella mia esplosione creativa. Vabbè, al limite sarà un nuovo inquilino nella cartella "bozze" del mio pc.
Ho mal di testa. Perfetto. Sono solo le 14:30. Devo solo arrivare a stasera alle 21...
Di nuovo un compleanno. Dopo la sbronza di ieri però, brinderò solo una volta..
E di nuovo parole non hanno senso. Scivola tutto come la matita nera con le lacrime.
Da quanto non piangi D.?
Click.
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E' come se quel barattolo fosse esploso tra le mie mani. E' la pesante sensazione che ho in questo momento. Centinaia. Minuscoli. Appuntiti. Pezzetti di vetro tra i palmi. Pizzicano. Come il mio naso. E pensare che sabato scorso ero in pace dei sensi a migliaia di kilometri. Sotto il cielo egiziano. Avrei tanto da dire, ma poca ispirazione per farlo. Verrà poi il racconto di quei giorni. A distanza di una settimana ho una schifosissima influenza. Voce alla Rispoli. Naso intasato. Gola in fiamme. Tosse da vecchietta. Ho una delusione nei pensieri. Gran giramento di scatole. D. la tranquillità non è nel tuo dna.
IMMAGINE_DEVIANT_ART La settimana prossima a quest'ora sarò lontana. Per lavoro. Si dice così. Anche se poi ha più il sapore..remake delle gite scolastiche. Questo fine settimana deve ancora finire però...me lo ricorderò come uno fra i più "tranquillamente" divertenti vissuti ultimamente. Mi piacerebbe rivederlo solo per dirgli grazie. Non hai lasciato che scappassi. Come al solito. Il mio solito. Non solo per quello in verità. Quando meno te lo aspetti diventerà una sorta di inno. Ma relamente quando meno te lo aspetti. Mordimi ancora.
Pizza. Birra. Risiko. Mirto&Maria. Un sabato sera di risate. Vorrei chiudere la sensazione in un barattolo.
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Questo posto non chiuderà.
Così ho deciso.
Non può.
E' stata una pausa.
Una lunga pausa.
Un respiro profondo.
Un vortice.
Una estate intera.
Sono cambiate tante cose.
Troppe cose.
Qui dentro.
Là fuori.
Tutto intorno.
C'è tempo per raccontare.
Chi vorrà leggermi mi ritroverà.
Mi perderò di nuovo.
Milioni di volte.
Lo so.
Ma adesso torno a far fluire i miei pensieri.
Il mio non luogo preferito mi attende.
I'm back..

..era anche il compleanno di questo posto, passato in sordina, me ne ero quasi scordata, non ho più la "verve" di una volta in quanto ad aggiornamenti, nè del mio blog, nè tantomeno di quello di altri...ringrazio comunque tutti coloro che sono passati ugualmente da questa pagina aspettando mie buone nuove.
Sto ascoltando Eat me Drink me, e magari potrei anche buttarmi nel racconto di giorni fa...
Era il 28 Maggio 2007.
Cazzo quanto ho aspettato quella data.
Mi sono fatta 4 fottute ore di treno.
Milano.
Pioveva, dopo settimane di caldo immane, salgo a Milano e il cielo vomita acqua a tutto spiano.
Passo la giornata con una amica.
Finalmente.
Chiacchere risate, libri, musica, shopping, catene con dadi rossi comprati in coppia, passeggiate, ombrelli, acqua, e per la prima volta vedo il Duomo, ebbene sì, non l'avevo mai visto...
Piccola razzia all'Esselunga...
Rum, succo di pera, e crema di wisky... Quindi di nuovo a casa, ancora chiacchere, trucchi, telefonate, messaggi.
Si comincia a bere... Perchè volevamo arrivare già ubriache...io volevo essere lucida, ma non troppo.... Smezziamo la bottiglia di crema di wisky e ci facciamo 4 rum+pera a manetta, così, uno dietro l'altro prima di uscire.
Sul tram e sulla metro è tutta una risata, si vede che siamo alticce, discorsi sconclusionati, risate, e caciara... Arriviamo al Palasharp.
Mezzo pieno, il gruppo spalla che suonava aveva quasi finito.
Ci facciamo spazio, fino quasi davanti..non troppo, attendiamo l'inizio per infilarci di più.
E alla fine arriva lui, il mio Dio.
Attacca con una nuova canzone.
If I was your vampire.
Da brividi.
Inizia il KAOS.
Con la K, perchè per i primi 5 minuti ho avuto paura..ma ho retto, mi sono fatta spazio, e ho iniziato a vivere il sogno, del mio concerto.
Mio. Dì lì in poi non ricordo a memoria la scaletta, ma ha suonato alcune del nuovo album, The Great Big White World, Sweet Dreams con i candelabri accesi, Tainted Love, Fight Song, Beatiful People, e lì mi sono incazzata, ho urlato cantato, ballato, pogato...The Dope Show, Mobscene e altre, la fine con The Nobodies, avrei potuto piangere, lui era bellissimo, vestito di nero, con il cappello, e quella voce che ti entra dentro, e non ti molla...
Mentre cantava Heart-Shaped Glasses, il palco si è tinto di viola..madò che emozione... Comunque D. esce piena di lividi dal concertone, sudata fradicia, ma cristo santo contenta matta... Finalmente uno dei sogni è realizzato...
Poi un Eurostar mi ha sfondato il petto, ma di questo non parlerò, qui.
Ripartiamo, per non perdere l'ultima metro, mi sono un po' incupita, avrei preferito altro, meglio, non so cosa, ma altro. Nella metro c'è tutto il Palasharp..poi autobus sempre senza biglietto, alla faccia del sindaco.
Arriviamo a casa, continua a piovere, sale la fame.
Usciamo di nuovo.
Non ci sono più mezzi, e allora a piedi, verso un posto dove mangiare.
Lo troviamo a caso.
Un piccolo buco.
Hanno ancora pizza e kebab.
Prendiamo da mangiare, da bere, e di nuovo casa a parlare, fino a tardi.
Ancora a bere, poi un film, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, c'è Marilyn.
Me lo guardo tutto, e tra i pensieri, la botta e la stanchezza ci capisco il giusto.
Non ho dormito.
Appena mi appisolo voci che urlano fuori dalla finestra, megere che parlano di acensori, e poi bo!
Sveglio la mia amica, andiamo in uni a registrare un suo esame, poi arriva l'ora e riprendo il treno per tornare a casa..
In ritardo...altre 4 fottute ore di treno... Mi metto a leggere, Lovers, della Santacroce.
Regalo dell'amica.
Già letto, ma piacevole lo stesso. Mi appisolo, incredula... Arrivo a Firenze, riprendo il libro.
Lo finisco.
Mi viene da piangere, un po' per il pathos della lettura, la stanchezza e ancora pensieri, mi aspetto un msg che non arriva....la ragazza di fronte a me fa finta di niente, rispetta i miei occhiali scuri e continua ad essere soddisfatta per il suo 30...
E' martedì 29 al mio arrivo.
Vado a scuola di una sister, riunione per scambio culturale, lì c'è mia madre, quando torniamo a casa, passo da una amica...i racconti cominciano...torno a casa, ancora sfatta, la sera esco, e fino all'1 non riesco a dormire. Niente msg... Il giorno dopo lavoro, sono lessa, e le sera deve ancora venire, l'umore non è che sia altissimo, ancora penso. La sera, anzi alle 19, passo a prendere mia sorella con degli amici, e tutti contenti andiamo a Firenze, a Piazzale Michelangelo, alle 21...MUSE!!!! E' di nuovo Kaos, sempre con la K, stavolta ci sono anche le mie sorelle, tutte e due, anche la più piccola al suo primo live...è una maschera di felicità.
Canti.
Balli.
Botte, davvero tante.
Arrivo fino sotto il palco.
Avevo Bellamy lì, in tenuta rosso fuoco, con i riff di chitarra che staccano la pelle dalle ossa...
E' un caldo bestiale, usciamo dalla bolgia, fradici di sudore, e ancora più "vestita di lividi"...
Un live esaltante, Stockolm Syndrome e la mia rabbia esce, adoro quella canzone. Passiamo da un pub, il tempo di riprendersi, con le prime impressioni..
parafrasando una pubblicità "vedere tua sorella con il sorriso eletrrizzato per ore, non ha prezzo"
Ho un gran casino per la testa a distanza di giorni, certe sensazioni mi spiazzano, e spezzano quel precario equilibrio che giorno per giorno cerco di difendere, non mi voglio fleshare su niente e nessuno, ma sono in una sorta di limbo...
E' anche per questo che ho trascurato questo posto, rifugio di anima e pensieri pesanti.
Ammesso che non decida di chiudere la baracca, tornerò.
-1
E poi sarà Milano.
Concerto.
Baldoria.
Sorrisi.
Abbracci.
Pianti.
Giornata da ricordare.
Me la tatuo nella testa.
Me l'aspetto grande.
Milano per una notte sarà mia.
Immagine/Deviant_Art Dottore ho voglia di star bene voglio provare a non pensare più hey dottore dottore non farmi cadere non farmi cadere mai più...
Quanto mi verrà a costare stare bene e non soffrire più fammi fammi provare a volare prima di sparire e non tornare più..
E voglio cogliere 1 fiore voglio guardarlo finchè non vedo più e li voglio vedere il mio bene il mio male il mio bene il mio male e di più...
Tirami su col bene o col male pensaci tu dammi da sognare
Dottore dammi da star bene dammi da sognare pensaci tu e anche se nata male sono da salvare non voglio scivolare più...
Fammi provare a gioire a gioire come sai fare tu fammi fammi provare ad amare prima di dormire non svegliarmi più...
Voglio viaggiare e viaggiare voglio viaggiare e non fermarmi più hey dottore dottore togli il mio dolore non voglio partire così...
Tirami su col bene o col male
penasci tu dammi da sognare
Voglio cogliere un fiore e lì voglio vedere il mio bene il mio male e di più hey dottore dottore non farmi cadere non farmi cadere mai più...
Anche se nata male sono da salvare non voglio scivolare più fammi fammi provare a volare prima di sparire non tornare più...
Tirami su col bene o col male pensaci tu dammi da sognare
Prozac +
E questo è quanto
Immagine/Deviant_Art
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