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Tra Ouzo e SirtakiDomenica mattina alle 07:30 local time sono tornata dal mini tour in Grecia e Turchia. Viaggio di lavoro. Creta. Rodi. Kos. Bodrum. 3 voli. 2 traghetti. 10 strutture. Non è la lista della spesa, non sono numeri magici da giocare al lotto. Ho trovato un caldo piacevolissimo, a tratti soffocante. Paesaggi mediterranei e un mare cristallino. Ho dormito pochissimo e girato molto. Conosciuto tante persone con il quale lavoro giornalmente, ma che sento per telefono e per mail. Adesso sia persone simpatiche e competenti, sia i miei peggiori "incubi" lavorativi hanno un volto. La palma d'oro la vince Kos. Io mi sono innamorata di quella piccola isola. Dei suoi paesaggi, del suo mare, della sua vita notturna. Fuori stagione ma presente. Ho gli odori delle strade di Creta, i rumori della Rodi vecchia, i colori di Kos e l'austerità dei paesaggi di Bodrum che mi girano in testa, come un vortice. Mi sono divertita moltissimo. Ho camminato fino ad avere il mal di piedi. Ho mangiato Moussaka e Feta fino a scoppiare. Ho assaporato i vini greci. Ho fumato pochissimo e non ho bevuto caffè. Ho fatto foto (che nei prossimi giorni posterò). Ho respirato per tre giorni. Ho respirato per tre giorni aria nuova. Nonostante la stanchezza dei ritardi del volo, delle diverse ora in bus, sono rientrata a Milano e successivamente a casa RILASSATA. Ho visto Ierapetra, la città più a Sud d'Europa. L'isola di Santo Stefano, a Kefalos. E' tra i primi dodici soggetti al mondo più fotografati per le cartoline, e infatti è una visione con quella sua minuscola chiesetta. Una visione come tutte le minuscole chiesette, celesti e bianche, che costellano quei brulli paesaggi. E poi la Turchia. Anzi la costa turchese. Non sono riuscita a perdermi ad Istanbul, ma ho messo piede in un posto lontano anni luce da noi. Perchè questa è la sensazione che mi ha dato. Sarà stata la dogana. Scuri in volto quasi a sembrare imbronciati. Seriosi i turchi. A parte i camerieri dello yacht club dove abbiamo pranzato, che in maniera un po' buffa e impacciata facevano i piacioni con noi ragazze italiane. E poi il mitico caicco. Una sorta di veliero per girarsi tutte le calette. Erano tutti ormeggiati, non abbiamo fatto un giro, ma salirci sopra, togliersi le scarpe e sognare di andare tra il vento e gli spruzzi dell'acqua è stato un secondo. E pensare che soffro il mal di mare! Questo è una piccolissima parte dei miei tre giorni tra alcune delle isole del dodecanneso e la costa turchese. Stamattina il rientro a lavoro è stato un pochino sotto tono Tra racconti e risate, e una sola domanda... Quando ma soprattutto dove sarà il prossimo educational?? |
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