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Ascoltando random le canzoni di iTunes. L'ultima mezz'ora di cazzeggio prima di andare dal dentista, forse è l'ultimo step di questo cammino tortuoso, forse la guerra civile che mi si è scatenata in bocca si placherà. E' Dolores che canta adesso. Ode to my family. E' stato come un vortice, tornare a quasi 10 anni fa. Se c'è una cosa che la mia mente sa far bene sono i salti temporali e le divagazioni. Mi ricordo scritte gialle e blu. Una grande M rossa e quel pagliaccio inquietante all'entrata. La gita di terza superiore. Non avevo ancora 16 anni. Sotto il nostro alberghetto c'erano "passeggiatrici", Block Buster e McDonald..tutta vita! Dovevamo sbronzarci. Era deciso. Troppo tardi per cercare un pub.
Il corridoio con la moquette rossa e gli ascensori grigi. A volte i colori sono un'ossessione. Non so se adesso sia così, ma l'unica cosa che trovammo con un po' di gradi al Mac fu la birra, anzi la Nastro Azzurro. A me non piace la Nastro Azzurro. L'ho scoperto dopo. Entriamo con il sorriso a mille denti. Quello che esiste solo in certe occasioni. Collettone di spiccioli e ci facciamo dare un vassoio con 10 birre medie, - promesso, il vassoio lo riportiamo domani - Questa era la canzone. Mentre la tipa le spillava mi guardavo in giro e canticchiavo. Dolores. Flusso di pensieri dietro alle note. Dolci ricordi. A volte vorrei tornare indietro nel tempo, fortissimamente vorrei. Quando penso ai numeri mi prende male. Odio la matematica anche nei giri di pensieri. Ad agosto compirò 27 anni. I miei genitori 30 anni di matrimonio. V, la mia little sister taglierà il traguardo della maggiore età. Sento il peso del tempo che mi scorre addosso. Sento un fastidioso bisogno di quel qualcosa che ancora non mi è dato di trovare. Stai forse cercando male D.? Se perdi qualcosa non necessariamente devi cercarlo sotto la luce. Ma, in sostanza, tu...non hai perso niente.
D.
Questa settimana ho la macchina per andare a lavoro. B. ha l'influenza e in cambio di un pieno e la promessa di non andare troppo forte posso usare la Micra. Ed è mentre tornavo a casa che nella radio girava una vecchia canzone di Samuele Bersani, una di quelle che personalmente ascolto sempre volentieri.
"Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole.."
Quante cose mi sono venute in mente. Milioni. Su di me. Su altre persone.
Tipo domenica ero comodomente "svaccata" sul divano, con un abbiocco da guinnes. Voglia di uscire 0..però una telefonata interrotta dai singhiozzi ma ha scaraventata giù, in camera, in bagno e poi in macchina per andare a "sistemare" cose. Che poi, cosa posso io al cospetto di un cuore infranto, se non silenzi e parole di conforto? Un cruda verità: bene o male passerà. Farà male, ma l'unica soluzione è aspettare che scivoli via, specialmente se per alcune persone la situazione non sembra possa cambiare.
"Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio.."
Ho ascoltato, senza parlare, guidavo piano e fumavo. Non ci sono consigli in certe situazioni, nessun consiglio suona buono alle orecchie di un innamorato respinto.
Guidare mi rilassa, a volte.
Non potevo dire che io immaginavo una fine così E' troppo come un "te lo avevo detto"..e in tutta sincerità è una frase che odio.
Passata la bufera la serata è proseguita in maniera strana. Fatta di silenzi e parole appena pronunciate. Ha continuato il suo corso tra parole, abbracci, sorrisi, bevute e pianti. Pianti che non mi aspettavo, e di fronte al quale davvero mi sentivo...spiazzata.
Ho immaginato anche una possibile scena. Ero sullo scalino davanti al pub che fumavo una siga, e la mia attenzione più di una volta è caduta su un ragazzo al telefono. Era lì questo biondino sui 25 anni, nemmeno troppo male, con il suo cellulare tra le mano e l'orecchio. Sono stati i gesti a far volare la mia fantasia. Il suo girare intorno al solito punto. Sorrisi abbozzati. Occhi felici. Ogni tanto batteva la scarpa sul cordolo del marciapiede. Come se fosse in ansia. Come se il suo cuore battesse all'impazzata. E ancora piccoli sorrisi e parole sempre più sussurrate. Mi sono girata, e ho detto a Mino " Vedi quel tipo? Secondo me è al telefono con la sua ragazza...ha le tipiche movenze della telefonata - mi ami ma quanto mi ami - " "Immagina lei, chissà cosa fa, dove guarda, se stringe il cuscino forte o se invece sotto l'occhio invidioso e i sorrisini delle amiche si allontanata un secondo, così per vivere quei minuti in un'altra dimensione"
Mi sono fatta uno spezzone di film, perchè improvvisamente ho collegato i due avvenimenti della serata, un cuore infranto, e uno che probabilmente batteva in perfetta sintonia con un altro, ma non è detto che la mia immaginazione abbia azzeccato.
Quante parole al vento D?
Ma non è forse marchiato con lo spray sotto quel cavalcavia?
TUTTO IL RESTO E' VENTO
D.
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