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    24/01/08

    E con un "non volevo giudicarti.." il capitolo si è chiuso.
    Con una citazione di un personaggio da film, dato che "non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.."
    Ed è così.
    Giudicare dovrebbe essere vietato.
    Perchè chi giudica ferisce.
    Gratuitamente.
    Senza possibilità di risposta.
    Non sono io a farla più grande di quel che è.
    O forse sì, ma non riesco a prendermi la colpa anche di questo.
    Il calo emotivo ha la mano vincente.
    Invisibile croupier di un banco che bara.
    Ieri.
    Era freddo.
    L'aria aveva un buon odore.
    La vista da lassù, far finta che all'orizzonte ci fosse il mare.
    Finta.
    L'esplosione di un urlo per non soffocarlo dentro.
    Dentro non ci sta più niente.
    Niente.
    Pochi istanti, quasi la sensazione di sentirsi leggeri.
    Liberi.
    E poi.
    E poi intorno il solito.
    Solito.
    Tornare a casa.
    Essere stanca e non riuscire a dormire.
    Con le lacrime che salgono agli occhi, e ricacciarle indietro, perchè, perchè non ti va.

    ImMaGiNe DeViAnT_aRt

    REQUIEM

    Questo è il mio requiem per il 2007.
    3 giorni fa.
    Mi sono unita ai festeggiamenti per il trapasso di un altro anno.
    Fumo marlboro.
    Bevo acqua.
    Scrivo tutto ciò che ho cercato di ricordare e quello che nonostante dei timidi sforzi ho cercato di rimuovere.
    Niente di epico.
    Solo le prime, o le ultime considerazioni sul tempo che passa.

    Alle 19:01 ero fuori l'ufficio .
    Come promesso.
    "Bambine, sono le diciannoveezerozero, io esco, bacioni e buon anno".
    Dentro di me correvo verso l'oblio con i pensieri..o per i pensieri?
    Buon anno.
    Buio.
    Musica.
    Caldo.
    La macchina veloce in autostrada, per 200 km o forse più.
    Sospettavo già non ne valesse la pena, ma ho fatto finta di niente, ho scacciato via quell'immagine.
    SENZA CICCHE.
    "Dai che sulla SS ci sono diversi autogrill" mi dicono..
    "Ok, ma ho bisogno di nicotina, non passo 36 ore senza almeno 2 pacchetti di siga".
    Morale della favola: TUTTI CHIUSI!
    31.12 anche nella desolazione maremmana.
    Scommessa vinta.
    Siamo fuori il casale tra le 21:25 e le 21:30.
    15 minuti di anticipo sulla tabella di marcia immaginaria.
    Il timore di scendere.
    Guardo in aria.
    Un cielo stellato da togliere il fiato.
    Coraggio.
    In un secondo sono dentro.
    Caldo.
    Cani.
    Odore di camino e di canna.
    Musica ancora a volume moderato.
    La stanza più fredda.
    Non mollo la borsa, non so perchè.
    Ci guardiamo.
    Nel bel mezzo del niente, a 200 km da casa, cazzo vuoi fare?
    Buon viso a cattivo gioco?
    ESATTO.
    Pensi "all'ambulanza piantata di traverso" e cerchi un misero straccio di spirito festaiolo.
    Di qui in poi è un VORTICE.
    Niente cena (cazzo D. non hai pranzato!)
    Mi guardo in giro.
    La via del vino è sula destra "metti in prima e vai!".
    Torno a sedere.
    Vago un po'.
    Visi sconosciuti già presi da altro.
    Di nuovo a sedere.
    Ancora in giro.
    I primi discorsi sconclusionati.
    Poi, l'idillio...Mr. Martini bianco, nella sua elegante veste per l'occasione, mi fa gli occhi dolci.
    Pochi minuti e sono sedotta.
    Passa 1 ora e sono ubriaca di lui.
    Di nuovo un vortice.
    Fumo e bevo come non mai.
    Bocca impastata.
    Gli zuccheri di un pandoro affogato nella crema violentano la mia lingua..finalmente!
    23:30 e penso "devi ancora crepare bastardo duezerozerosette, e io sono talmente in botta, che non so se ruscirò a sfancularti! Non mi fregherai! Non a
    mezz'ora dalla fine!"

    MEZZANOTTE.
    Canti.
    Balli.
    Baci.
    Auguri.
    Buon anno.
    Scappo fuori.
    Prendo per mano la mia indole da piromane.
    Lancio petardi come avessi 12 anni.
    Bruciandomi le mani, senza sentir dolore, senza badarci davvero, fino al pomeriggio seguente.
    Ricordo a tratti di aver continuato l'idillio con diversi "amanti".
    Martini non si è offeso, ho passato un paio di giri anche con Rum.
    Poco prima o poco dopo aver bruciato i miei buoni propositi mischiati ai desideri per il 2008.
    Con tanto di firma.
    Una sola piccola pagina, si è incenerita velocemente, lasciando la mia mente perplessa.
    Segno buono oppure no?
    Chissà.
    Tra le 3 e le 5 sono collassata sul letto.
    Non capivo niente, le voci lontane, il caldo di una stanza occupata da decine di persone.
    Tutti lì.
    Seduti vicini.
    Io sdraiata sul letto con la testa tra le mani.
    DEPRIMENTE ALL'ENNESIMA POTENZA.

    Alle 11:04 vedo il display del cellulare per l'ultima volta, il primo giorno dell'anno.
    Fame chimica a nastro.
    Prendo due caffè amari uno dietro l'altro.
    Volano due ore veloci.
    Finalmente partiamo.
    Roccastrada.
    Il paese più vicino.
    Il paese più brutto che abbia mai visto.
    Troppo in salita.
    Troppo ventoso.
    Troppo deserto.
    Poco poetico a parte i paesaggi.
    Alle 15 troviamo un bar, anzi l'unico bar aperto.
    Quella santa donna ci prepara addiritura dei primi caldi, "mossa da pietà" ci dirà in seguito.
    Prima del tramonto cerchiamo di andare al mare.
    Follonica.
    Non ce la facciamo, ma è uno spettacolo ugualmente.
    Il cielo è di tutti i colori, fino al rosso più acceso che divora km di campi con la sua lingua di fuoco.
    Vorrei che fosse estate.
    Vorrei ci fossero 40°.
    Vorrei sentire le cicale esibirsi in canti vagabondi.
    Ho pensato.
    Il bello è stato quando la radio, impazzita a cercare una frequenza, si è fermata su un assolo di piano.
    Ho avuto il mio mare d'inverno.
    Vederlo.
    Toccarlo.
    Sentirlo.
    Assaporarlo a pieni polmoni il primo di Gennaio, mi ha rasserenata.
    Discorsi.
    Risate.
    L'ultimo petardo sulla spiaggia.
    Foto, anche se le odio.
    Merenda in un bar desolato, non abituato a baccano fuori stagione.
    Cappuccino&sigaretta.
    Sono uscita da sola.
    La terrazza dall'altra parte.
    Mi affaccio e mi godo gli ultimi istanti.

    BENVENUTO DUEZEROZEROOTTO

    Tuo fratello non ci sentiva bene "da quell'orecchio", ma tu, vedi di non farmi troppo male.

    D.

     

    IMMAGINE/DEVIANT_ART